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I saperi umanistici alla prova della modernità
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Film
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Melancholia, o della inversione dei ruoli
Commento a Lars Von Trier
(Melancholia), Danimarca, Svezia, Francia, Germania, Italia 2011. Lars von Trier. Con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Charlotte Rampling, John Hurt, Alexander Skarsgård, Stellan Skarsgård, Brady Corbet, Udo Kier, Jesper Christensen. Drammatico, 136'.
di Bruno Carotti
Le due sorelle
Malinconia che si muove, deborda, passa.
È una inversione dei ruoli a guidare lo spettatore all’interno di una storia che, ridotta ai limiti della finzione, fa vibrare in realtà le corde profonde dell’animo. Coglie il rapporto dell’uomo con la società e, in ultimo, con la vita.
L’inversione si osserva nelle posizioni dei personaggi. È un pianeta a causarla, sconvolgendo l’ordine pregresso.
Una donna, giovane, bella. Una sorella. Justine. Distrugge il giorno che dovrebbe essere di gioia; tradisce, ricordandoci, in modo spietato, il versante cinico delle relazioni uomo-donna; guarda in faccia i lati più spregiudicati del proprio lavoro - che la insegue, asfissiandola, anche la sera del dì di festa - e lo rigetta.
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QUARTO POTERE
(Citizen Kane); USA 1941 b/n. Orson Welles. Con Dorothy Comingore, Joseph Cotten, Orson Welles. Drammatico. 119'.
di Dario Bevilacqua
Alla morte del magnate Kane (Welles, perfetto nella parte che si cuce addosso: interpreta – con piglio autobiografico e grande maestria – il ruolo del giovane geniale baciato dalla fortuna, con un ghigno diabolico e simbolico, e uno sguardo triste e insoddisfatto: è il cittadino Kane), un giornalista indaga sulla sua vita. Il reporter ripercorre così tutta l’esistenza del tycoon: dall’infanzia alla sua ascesa nel mondo della stampa e della finanza, alla storia d’amore con una cantante lirica mancata, sino alla solitaria fine nella lussuosa e sconfinata tenuta di Xanadou. Ma, soprattutto, cerca di scoprire il significato della sua ultima parola: “rosabella” (“rosebud”, nella versione originale).
“Quarto potere”, titolo italiano che nasce dalla difficoltà di tradurre in modo efficace l’originale “Citizen Kane”, è parzialmente appropriato.
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CARNAGE
(God of Carnage) Francia, Germania, Polonia 2011. Roman Polanski. Con Christoph Waltz, Kate Winslet, Jodie Foster, John C. Reilly. Drammatico, 79'.
di Dario Bevilacqua
Dalla pièce teatrale “Il dio del massacro” di Yasmina Reza (pubblicato in Italia da Adelphi), l’incontro-scontro tra due coppie di genitori, i cui figli son venuti alle mani. Da un’iniziale gentilezza e armonia si arriverà al conflitto.
Interno newyorkese. Piccolo spaccato di un’America sempre più disperata e perduta. Sineddoche di una nazione, di una società, di una filosofia di vita. Questo è il salotto di Michael (John C. Reilly) e Penelope (Jodie Foster), che ospitano Alan (Christoph Waltz) e Nancy (Kate Winslet) con tutta la loro farisaica cordialità.
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FREAKS. (Freaks); USA 1932 b/n. Tod Browning. Con Rosco Ates, Leila Hyams, Wallace Ford, Harry Earles, Henry Victor, Olga Baclanova. Drammatico. 64'.
di Dario Bevilacqua
Nell’accampamento dove risiede la compagnia di un circo, un nano (Earles, difficile trovare le parole per commentare una delle recitazioni più intense e strazianti che la storia del cinema ricordi, in cui l’attore – un nano che Browning aveva incontrato nella sua esperienza circense – riesce a mescolare insieme fragilità e dignità, orgoglio e sensibilità) viene ingannato e imbrogliato dalla bella Cleopatra e dall’arrogante Ercole. Gli altri componenti della compagnia, in maggioranza “Freaks” (deformi o affetti da anomalie) si uniscono contro la coppia di prevaricatori per fare giustizia.
Cinema di serie B che si erge a capolavoro.
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Habemus Papam
Italia, Francia, 2011. Nanni Moretti. Con Michel Piccoli, Nanni Moretti, Margherita Buy, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Roberto Nobile, Massimo Dobrovic, Franco Graziosi, Leonardo Della Bianca. Commedia, 100'.
di Dario Bevilacqua
Dopo un conclave tribolato, viene eletto il nuovo Papa, ma questi si sente inadeguato al suo solenne compito e viene colto da crisi di panico. E così si rifiuta di mostrarsi alla folla in attesa e di pronunciare il suo primo discorso. Disperati e disorientati, i cardinali decidono di ricorrere a uno psicoanalista, sperando di riuscire ad aiutare il Pontefice a superare le sue paure e i suoi disturbi nervosi.
Il peso del potere – sia esso temporale o secolare – e la statura dell’uomo, sempre più piccolo, debole e inadeguato, non solo al cospetto di Dio, ma anche rispetto alle mete e agli obiettivi che egli stesso si prefigge ogni giorno.
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