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Libri Amigi
Capitalismo tossico. Crisi della competizione e modelli alternativi PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

copertina Capitalismo tossico

 

Marco Bertorello, Danilo Corradi, Capitalismo tossico. Crisi della competizione e modelli alternativi, Edizioni Alegre, 2011, pp. 160.

I “titoli tossici”, alla base dell’esplosione della crisi economica internazionale, sono solo la punta dell’iceberg di un capitalismo malato. Andando oltre le interpretazioni prevalenti, che individuano in fattori superficiali e contingenti le cause della crisi, il libro di Bertorello e Corradi prova a riflettere sulle ragioni strutturali, proponendo una carrellata dei vari tentativi di uscita, rivelatisi inefficaci o controproducenti, messi in atto a livello globale, comprese le proposte neokeynesiane. Consapevoli che la crisi del capitalismo non significa la sua morte, gli autori rovesciano l’idea secondo cui l’economia ha le sue leggi naturali, sottolineando la natura umana di questo sistema sociale, e quindi i soggetti che potrebbero trasformarlo, in primo luogo i lavoratori e le lavoratrici. Di fronte a crisi strutturali e cicliche occorre uscire dal capitalismo ma per farlo bisogna bloccare la progressiva messa in concorrenza di settori crescenti dell’umanità, superando l’idea della propensione del genere umano alla competizione per arrivare alla de-competitività del sistema, reinventando luoghi non privati, de-mercificati.


 

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La_Svolta_Incompiuta


Gregorio Sorgonà, La svolta incompiuta. Il gruppo dirigente del P.C.I. tra l’VIII e l’XI Congresso (1956-1965), Aracne, Roma 2011, pp. 264.

Questo volume intende fornire un contributo alla conoscenza del dibattito interno al gruppo dirigente del Partito comunista italiano in una fase fondamentale della storia del nostro Paese. Il periodo di tempo sottoposto ad analisi coincide con la preparazione e la “realizzazione” del centro-sinistra. L’intenzione del testo è quella di riportare le diversità di interpretazione e rappresentazione riguardo il modello di sviluppo italiano, analizzandone i riflessi sulla posizione assunta dal P.C.I. nell’equilibrio politico nazionale. L’opera descrive, alla luce di queste acquisizioni, il rapporto contrastato del P.C.I. con i principali partiti di massa e con il proprio referente internazionale, il cui peso, proprio in quegli anni, si rivela progressivamente un limite rispetto alle reali potenzialità del movimento comunista italiano. Il percorso termina all’alba dell’Undicesimo Congresso, momento culminante di questa stagione prima della frattura rivoluzionaria rappresentata dal ’68.
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Libro Bernardi



Emanuele Bernardi, Riforme e democrazia. Manlio Rossi-Doria dal fascismo al centro-sinistra, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010, pp. 354.

Questo volume ripercorre gli snodi centrali della storia d’Italia dal fascismo agli anni dei primi governi di centro-sinistra tramite il punto di vista e l’attività di Manlio Rossi-Doria (1905-1988). Lo studio - basato su numerosi materiali inediti italiani e stranieri, provenienti dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna - analizza le dinamiche attraverso le quali Rossi-Doria si allontana dal Partito comunista, aderisce al Partito d’azione e poi si dedica alla “politica del mestiere”, mentre dialoga insistentemente con i partiti di sinistra per invitarli alla modernizzazione riformatrice e a emanciparsi da una semplicistica visione re-distributiva dell’economia. Quali furono i contenuti di questa proposta, rispetto alla politica delle bonifiche del fascismo e al nuovo Stato democratico in formazione? Quali furono le reazioni dei partiti di sinistra alla proposta riformatrice rossidoriana? Fu il socialismo liberale una prospettiva in grado di incidere sulla difficile realtà del Mezzogiorno? E, più in generale, quale ruolo svolsero i tecnici nel periodo centrale della ricostruzione economica e rispetto alle relazioni internazionali durante la guerra fredda? A questi quesiti il libro risponde focalizzando l’attenzione sui tre fronti principali sui quali Rossi-Doria s’impegnò: il Mezzogiorno, gli Stati Uniti, l’Europa. Emergono i tratti inediti di una rilevante figura del Novecento, costantemente impegnata, tramite lo studio e la partecipazione politica, a combattere l’arretratezza meridionale e a favorire, nel contesto euro-atlantico, l’unificazione economica e civile tra il Nord e il Sud del Paese.

(www.rubbettino.it)

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Libro convegno



Atti del convegno, 24-25 novembre 2009

con la collaborazione di Am.i.gi.


Piero Bevilacqua (a cura di), A cosa serve la storia? I saperi umanistici alla prova della modernità, Roma 2011, pp. XVI-176.

L’insieme dei saggi che compongono il volume sorge da un’esplicita volontà di rivolta culturale: una critica radicale alle strutture ufficiali delle discipline scientifiche della nostra epoca, diventate ormai istituzioni, pratiche di dominio, soffocante senso comune. I saperi umanistici subiscono oggi un’emarginazione sempre più deliberata e vengono apertamente privati di valore e di significato sociale, a favore delle conoscenze tecnico- scientifiche, portatrici di un’ovvia e immediata utilità economica. L’umana conoscenza, la riflessione intellettuale, ogni forma di attività culturale deve disporsi in funzione del supremo fine di rendere competitive le varie economie nazionali nel grande agone globale. In questa visione ormai quasi bellica dello sviluppo economico – ma che in realtà esprime un passaggio epocale del capitalismo, impegnato a piegare ogni elemento della realtà, dalla natura alla mente umana –, i saperi umanistici e quelli popolari e tramandati, la letteratura, la filosofia, l’arte, la storia, il vasto ambito di ricerca spirituale è stato chiamato a compiti marginali e ancillari. Ma oggi questo scenario specialistico e utilitario è in scacco. Esso esprime una conoscenza sempre più approfondita ed esatta, che si esercita su ambiti delimitati, distaccati dai loro contesti più generali, perdendo così di vista il sistema delle connessioni che tiene unita la realtà in reti complesse. Uno dei compiti fondamentali delle culture umanistiche è quello di risvegliare l’umanità dal sonno dogmatico dell’economicismo in cui essa è sprofondata. I saperi liberi del nostro tempo devono farsi portatori di una cultura cosmopolita, che torni a guardare alla stella polare della giustizia sociale, della solidarietà fra i popoli e fra gli uomini, del dialogo tra le culture, di un rapporto nuovo di cura e di rispetto per tutto il mondo vivente di cui costituiamo una parte, diventata ormai distruttivamente dominante.
(fonte: www.donzelli.it)

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Catalogo Paesaggio



Paesaggi rurali storici. Per un catalogo nazionaleLaterza, Bari 2011, pp. 596.

Coordinatore di Marche, Umbria, Lazio, Molise e Abruzzo: Piero Bevilacqua

Tra gli autori:

Emanuele Bernardi, Valentina Iacoponi, Saverio Luzzi, Lorenzo Verdirosi

L'Italia presenta un incomparabile patrimonio di paesaggi forgiati dall’uomo nel corso dei secoli, rappresentativi della molteplicità e della stratificazione delle impronte che tante civiltà hanno impresso nelle forme del territorio. Essi costituiscono un’eccezionale ricchezza, espressiva dell’identità culturale e dell’immagine del nostro paese nel mondo, sottoposta a molteplici minacce, ma oggetto di un crescente interesse.

La ricerca d’identità e senso dei luoghi, espressa dalla domanda di paesaggio, esprime infatti un malessere più profondo, che ha certamente a che vedere con i processi di globalizzazione e coi loro effetti di omologazione e modernizzazione da un lato, di squilibri e diseguaglianze dall’altro: a quella domanda è necessario dare risposte. Affrontare il problema del paesaggio in tutta la sua complessità implica quindi una critica ai modelli di sviluppo consolidati, senza nessuna concessione a nostalgiche condizioni pre-moderne, o a una illusoria ricerca di una idea di un ambiente o di una natura sottratti ad ogni influenza antropica. Per questo la moderna concezione del paesaggio non lo interpreta più come fenomeno esclusivamente culturale, ma piuttosto come il risultato dell’integrazione di fattori sociali, economici ed ambientali nel tempo e nello spazio, le cui migliori espressioni possono costituire un punto di riferimento importante per un diverso modello di sviluppo.

(fonte: www.laterza.it)

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locandina livio ciappetta

Livio Ciappetta, La zingara, l'erborista e lo schiavo. L'Inquisizione a Maiorca (1583-1625), Aracne, Roma 2010, pp. 190.

Livio Ciappetta è dottore di ricerca in storia moderna. Si laurea con lode nel luglio del 2004 con una tesi dal titolo La Spagna e le sue streghe. L'inquisitore Salazar e la ragion di stato. Ha pubblicato alcuni saggi e recensioni di volumi in riviste scientifiche di settore, tra le quali I frutti di Demetra, Studi romani e Giornale di storia, occupandosi principalmente della persecuzione della magia e della stregoneria diabolica, ma più in generale del vasto tema del disciplinamento religioso e del controllo sociale tra cinquecento e seicento.

Il presente studio esamina l’attività del tribunale dell’Inquisizione del regno delle Baleari per un periodo compreso tra il 1583 e il 1625, dedicandosi principalmente ai reati di natura magica. Emerge nel testo uno spaccato di storia sociale, colto attraverso le numerose manifestazioni magiche che animarono la vita dei maiorchini e impegnarono il tribunale dell’Inquisizione. Le gitane, i falsi guaritori, gli indovini; dimensioni e problemi della società isolana si manifestano attraverso l’esame di una delle fonti più ricche della storia moderna, la documentazione dell’attività inquisitoriale, che oltre ad illustrare l’attività e il pensiero disciplinante del tribunale stesso, consente di cogliere le tensioni, le paure e le speranze che animavano la società dell’epoca.

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libro Iacoponi

C. Korr-M. Close, Molto più di un gioco. Il calcio contro l'apartheid, Iacobelli, Roma 2010, pp. 235.

Traduzione di Valentina Iacoponi

 

Il racconto dei detenuti politici di Robben Island, il terribile carcere del regime razzista sudafricano, con il loro amore per il pallone, arriva finalmente in Italia, a pochi mesi dai primi Campionati mondali di calcio nel continente africano. Il regime instaurato dal Partito nazionalista sudafricano ha appena aperto il fuoco su una folla di manifestanti neri dichiarando guerra a qualsiasi opposizione politica. E in questi anni di lotta e repressione che prende le mosse questo volume, la vera storia di chi per aver combattuto contro l'apartheid, si è trovato scaraventato su un'isoletta piatta e brulla in mezzo alla baia di Cape Town: l'isola-carcere di Robben Island. Circondati dall'oceano e isolati dal mondo, spogliati di ogni diritto, i detenuti di Robben Island hanno imparato non solo a convivere col carcere duro e col lavoro forzato, ma anche a riappropriarsi della propria dignità e a proseguire la battaglia contro il sistema: grazie a un pallone e all'amore per il calcio. Un libro per credere ancora nella magia e nel valore dello sport. Prefazione di Gianni Rivera.
(fonte: www.bol.it)

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Libro Garavini



Saverio Luzzi, Il virus del benessere. Ambiente, salute, sviluppo nell'Italia repubblicana, Laterza, Bari 2009, pp. 285.

 

L'Italia dell'immediato dopoguerra era funestata da pessime condizioni igieniche, alimentazione carente, tifo. Le innovazioni farmacologiche migliorarono notevolmente la situazione, ma determinante fu il miracolo economico, che produsse un benessere a due facce: alimentazione e igiene fecero un salto di qualità, mentre si diffusero nuove patologie causate dall'inquinamento e da uno stile di vita molto più convulso. Lo sviluppo industriale significò pessime condizioni lavorative, di sicurezza e totale disinteresse per i temi dell'inquinamento. Questo studio, intrecciando la vicenda delle strutture sanitarie nazionali con la storia dello Stato, restituisce un ritratto dell'Italia repubblicana.
(fonte: www.bol.it)

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Libro Garavini



Giuliano Garavini, Dopo gli imperi. L'integrazione europea nello scontro Nord-Sud, Le Monnier, Firenze 2009, pp. 359.

L'integrazione europea viene ancora prevalentemente interpretata come fenomeno attinente i rapporti fra Stati nazionali, compromesso pacifico tra Francia e Germania dopo le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, oppure messa in relazione con la Guerra fredda e con gli alti e bassi delle relazioni transatlantiche. Per spiegare le radici dell'Unione Europea bisogna però risalire al momento della decolonizzazione, comprendere l'evoluzione e gli esiti dello scontro fra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo, cioè dello scontro fra Nord e Sud del mondo, negli anni Sessanta e Settanta. Gli esiti del confronto furono alla radice del fenomeno della globalizzazione, e del modo in cui in esso si sono collocati i Paesi europei. La nuova interpretazione proposta della natura dell'integrazione europea spiega anche le difficoltà, non solo economiche, in cui versa oggi l'Unione Europea.

(fonte: www.bol.it)

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Rom(a)



Lorenzo D'Orsi e Matteo Torani (a cura di), Rom(a), Nomadi o monadi? Prospettive antropologiche, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Roma 2009, pp. 121.

Il volume raccoglie gli atti del seminario svoltosi all’università Sapienza di Roma nell’aprile del 2008 sul problema dell’integrazione dei Rom e Sinti nell’area metropolitana romana. L’iniziativa ha tentato di suggerire chiavi di interpretazione di fronte a un problema che negli ultimi tempi è pericolosamente degenerato in allarmanti manifestazioni di intolleranza (i comprensibili disagi di chi vive vicino ai campi trasformati in ronde e aggressioni a sfondo razzista). Occasione importante per riflettere sugli attuali fenomeni di etnogenesi, ossia di costruzione e invenzione di un’etnia, sulle politiche sociali in atto e su quelle possibili. Uno degli obiettivi del seminario è stato quello di coinvolgere non solo esperti del settore (antropologi e sociologi) ma anche diversi rappresentanti delle comunità rom. La raccolta di saggi presentata ha tentato di mantenere questa fertile polifonia.

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Libro Garavini



Emanuele Bernardi, La riforma agraria in Italia e gli Stati Uniti: guerra fredda, piano Marshall e interventi per il Mezzogiorno negli anni del centrismo degasperiano, Il Mulino, Bologna 2006, pp. 397.

Il libro racconta di anni cruciali per l'Italia. Uscito dal disastro della seconda guerra mondiale, il paese è attraversato da profonde tensioni sociali, politiche, economiche. Sullo sfondo, il nuovo scenario globale della guerra fredda; vicina all'Italia la grande democrazia vincitrice, gli Stati Uniti, con il Piano Marshall; all'interno, con i governi De Gasperi, l'esordio di una politica di laboriosa ricostruzione. La situazione nelle campagne è esplosiva e la riforma agraria è urgente ovunque, tanto più nel Mezzogiorno, il volume basato su una documentazione inedita, italiana e americana - ne ricostruisce le vicende e analizza il ruolo svolto dagli Stati Uniti in uno snodo fondamentale della nostra storia.
(fonte: www.bol.it)

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