LA GIUSTA DISTANZA
Italia, 2007. Carlo Mazzacurati. Con Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio, Giovanni Capovilla, Ahmed Haflene, Valentina Lodovini. Drammatico. 110'. Una maestra bella ed emancipata si trasferisce in un paesino del delta de l Po, suscitando l'attenzione degli abitanti: quella appiccicosa del tabaccaio arricchito come quella discreta di un meccanico tunisino, con cui stringe amicizia. Ma l'equilibrio è destinato a spezzarsi.
"La chiamavano bocca di rosa, metteva l'amore sopra ogni cosa", ma Mara (Lodovini, assolutamente magica: sguardo complice e sorriso incantevole, catalizza su di sé tutto il film), pur con una bocca di rosa pronta all'amore, ha qualcosa di meno della protagonista della nota canzone di De Andrè.
Capitata in una nebbiosa e stantia provincia del nord-est lascia che il suo entusiasmo per la vita si tramuti in ingenuità e che la sua bontà si avvicini troppo a chi la circonda e non è abituato ai raggi di sole che fendono i densi banchi di nebbia. Così, riducendo la distanza tra centro e periferia, tra pregiudizio e curiosità, tra diffidenza e rispetto, Mara rompe un equilibrio fragile e delicato. Al contempo, il giovane ma furbo Giovanni imparerà a mantenere la distanza del cronista che sa tenersi lontano, ma non troppo, dai fatti che racconta. E conoscerà il prezzo delle scelte etiche. La distanza, infine, rimarrà sempre ingiusta per Assan, che invano cercherà di ridurla tentando di "tramutarsi" in un italiano.
Mazzacurati sa «creare la giusta atmosfera» e, grazie all'aura della Lodovini, sa catturare le emozioni dello spettatore. Si perde un po' nel voler per forza costruire un teorema che riflette sui mali del Nord-est e che, per quanto condivisibile, toglie spontaneità al racconto.
HA IL SUO PERCHE’









