LA CITTA’ INCANTATA
(Sen to Chihiro no kamikakushi); Giappone 2001. Hayao Miyazaki. Animazione. 122'.
I genitori della piccola Chihiro vengono trasformati in maiali durante una sosta di un lungo il viaggio che dovrebbe portare la famiglia ad abitare in una nuova casa. Nel tentativo di riavere i suoi cari, la bambina si avventura in una città fantasma misteriosa e inquietante. Comincia così la sua avventura per sciogliere l’incantesimo e tornare nel mondo reale.
Lasciatevi trasportare nella polis che non c’è: magica e misteriosa, crudele e incantevole, fiabesca e rivelatrice.
Con uno stile sublime e una creatività che inebria, Miyazaki costruisce una favola moderna assolutamente perfetta, in cui storia, immagini, simboli e morale si intrecciano armonicamente in un’avventura che rapisce, fa riflettere e commuove con sincerità.
Numerose le interpretazioni del film. In primo luogo, si presta a speculazioni di natura politologica: la strega Yubaba rappresenta il vertice di un potere tirannico e autoritario, connaturato da avidità, intolleranza e dispotismo. Questa comanda i suoi sudditi prendendo loro il nome, a simboleggiare la spersonalizzazione dell’era ultra-capitalistica e la capacità dei governanti di assorbire l’anima dei loro sudditi; in contrapposizione a tale modelo diviene centrale il tema dell’accettazione e del rispetto per il diverso, come percorso solidaristico per affrontare il male e superare le proprie paure. Una seconda lettura è di tipo filosofico e fa perno sia sulla forza di volontà come strumento di emancipazione, sia sulla «socialità animale» come tratto distintivo dell’uomo, contrapposte a calcolo, cinismo e furbizia, e intesi come unici approcci al mondo e alla vita per superare avversità e problemi. Infine, un’ulteriore esegesi è di natura intimistico-esistenzialista: la scoperta del mondo e delle sue nefandezze, l’abbandono della pubertà e la consapevolezza del valore dei sacrifici e dell’umiltà.
Miyazaki realizza un’opera esteticamente perfetta: grazie ad uno straordinario talento icastico e ad una mirabolante fantasia, accende l’immaginazione con continui simboli visivi e dà vita ad un’infinità di variopinti personaggi (animali, vegetali, minerali e indefinibili oggetti antropomorfi in continuo movimento) che popolano una favola «di formazione» saggia e realistica, incantevole, appassionante e quanto mai attuale.
IMPERDONABILE NON VEDERLO









