La lente
21December La lunga bancarotta di una Nazione. Cronaca di una svendita annunciata

di Roberta Biasillo


Negli ultimi tempi il procedimento di attuazione delle manovre finanziarie presenta un paio di novità rispetto agli anni precedenti: a partire dal 2009 le leggi finanziarie, di solito presentate nell'ultimo trimestre dell'anno, vengono anticipate a prima dell'estate e il loro arco cronologico di efficacia smette di essere un solo anno per riferirsi ad un periodo di tre anni. Questa è stata la linea di intervento per il triennio 2009-2011 confermata per i trienni 2010-2012 e 2011-20131. Motivi di simili pianificazioni sono la persistenza e l'intensificazione della crisi finanziaria, l'esigenza di rispettare gli impegni presi in sede europea.

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04December Sul berlusconismo - Intervista a Enrica Asquer

di Saverio Luzzi

 

Enrica Asquer è una storica che, da diversi anni studia i costumi sociali e politici dell’Italia repubblicana. Nel 2007 ha pubblicato la sua prima monografia, La rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice in Italia (1945-1970), edito da Carocci, ed è appena uscito il suo secondo libro, Storia intima dei ceti medi. Una capitale e una periferia nell’Italia del miracolo economico, edito da Laterza. Attualmente Enrica Asquer è borsista della Regione Sardegna.


All’inizio dell’estate è uscito un libro curato da lei e da Paul Ginsborg, Berlusconismo. Analisi di un sistema di potere, edito da Laterza. Il volume raccoglie gli atti di un convegno organizzato da Libertà e Giustizia e da “Passato e presente”, tenutosi a Firenze il 15-17 ottobre 2010.

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13November Episodi di eclissi dei diritti. La democrazia in bilico tra Stati sovrani, soggetti sovranazionali e partecipazione imperfetta

di Dario Bevilacqua

Alcuni giorni fa è stata pubblicata una lettera1 che la Banca Centrale Europea (BCE) ha inviato al Governo italiano, esortandolo a intervenire in modo significativo nei processi economici al fine di ridurre il debito pubblico, rilanciare la crescita e far ripartire l’economia. In quel documento, sempre la BCE indicava anche come procedere a tale risanamento, ad esempio riducendo gli stipendi del pubblico impiego, riformulando la contrattazione collettiva a favore delle imprese, liberalizzando i servizi pubblici sociali e locali.

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01November L’imballaggio come bene. Un nuovo modello di raccolta differenziata. Studio di fattibilità

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(cliccando sul titolo è possibile visualizzare e scaricare l'intero PDF)

 
09October Loro a Cernobbio, noi a Lamezia Terme

di Francescopaolo Palaia


Lamezia Terme ha ospitato quest’anno, dal 1° al 3 Settembre, la IX edizione dell’appuntamento nazionale della campagna Sbilanciamoci! che dal 2003 organizza, in contemporanea e in controtendenza rispetto al workshop dello studio Ambrosetti a Cernobbio, il forum L’impresa di un’economia diversa. Tre giorni di dibattiti, conferenze sui temi dell’economia, del modello di sviluppo, del welfare e della sostenibilità. La scelta di Sbilanciamoci! di approdare a Lamezia Terme non è stata casuale. Questa città negli ultimi anni – grazie all’amministrazione del sindaco Gianni Speranza – è divenuta simbolo della lotta alla ‘ndrangheta e della rinascita della società civile della Calabria.

 

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25September Una crisi di classe

di Piero Bevilacqua

Almeno due fenomeni, distinti fra loro, ma fortemente correlati, sgomentano oggi chiunque osservi la turbolenta scena dell'economia e della finanza. Una scena che ormai fa del presente disordine mondiale il nostro pasto mediatico quotidiano. Il primo riguarda lo stolido e pervicace conformismo con cui banche centrali, governi, partiti, economisti, continuano a trovare «soluzioni alla crisi» riproponendo le usurate ricette che hanno l'hanno generato, e ora resa potenzialmente catastrofica.

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09June Bastano le bonifiche? L'industria in Italia, da risorsa a impaccio

di Fabrizio Nunnari


Hans Immler ha scritto che «l’economia industriale poggia su una razionalità che non esprime un’economia per la natura (…) - anzi - la natura finisce laddove comincia la produzione1. Molti degli effetti prodotti dall’intensa industrializzazione occidentale del secondo dopoguerra non possono che confermare questa riflessione. Si pensi ai numerosi allarmi ambientali emersi negli ultimi anni a livello globale, e in generale alla diffusa consapevolezza dei rischi e degli effetti scaturiti dalla presenza dell’industria pesante in determinate aree dal delicato equilibrio ecosistemico2.

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20May La storia-problema e la storia-bordello

di Saverio Luzzi


Si discute sempre molto del rapporto tra giornalismo e divulgazione storica. È un argomento piuttosto conflittuale in quanto cela un altro rapporto, quello tra giornalisti che si occupano di storia e storici di professione, che assai sovente si caratterizza per incomprensioni reciproche, o addirittura – l’espressione non paia esagerata – per autentiche liti a proposito delle figure intellettuali legittimate a cimentarsi nella ricerca storiografica. Su questi aspetti cercherò di tornare nel corso dell’esposizione. Ritengo invece doveroso iniziare le mie considerazioni con delle riflessioni riguardanti la natura del medium ancora oggi dominante, quello televisivo.

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26April La democrazia in Italia e la lezione di Tocqueville. Vecchi rischi per nuove democrazie

di Roberta Biasillo


Nelle ultime settimane alcuni intellettuali hanno dato vita ad una riflessione pubblica sullo stato di salute della nostra democrazia. Da più parti è stato denunciato che il nostro ordinamento, dichiaratamente democratico dal 1948, versi in una condizione assai critica, quasi terminale, a tal punto da far invocare possibili rimedi per porvi fine. Così il Se non ora, quando? – slogan dalle manifestazioni per la dignità femminile del 13 febbraio scorso – viene riproposto in forma diversa nelle pagine dei quotidiani. Il 13 aprile Alberto Asor Rosa afferma di non avere dubbi circa l'arrivo di «quel momento fatale in cui, se non si arresta il processo e si torna indietro, non resta che correre senza più rimedi né ostacoli verso il precipizio»1; il giorno seguente Guido Crainz parla di una «agonia di regime» e del bisogno di avviare «un'inversione di tendenza, prima che sia davvero troppo tardi. Prima che le lesioni alle istituzioni siano davvero irrimediabili»2; il termine “regime” viene usato anche da Piero Bevilacqua che nota, in un articolo del 17 aprile, come la democrazia, non solo in Italia, sia ormai un «simulacro» piegato alle logiche del mercato3; il 19 aprile ancora Asor Rosa spinge a cercare una soluzione qualsiasi alla attuale crisi, purché la si trovi presto «perché non c'è più tempo»4.

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07April Intervista a Badara Ndyae: la Carta Mondiale dei Migranti

(30 gennaio 2011 – Dakar) Intervista a Badara Ndyae1. Riflessioni alla vigilia dell’approvazione della Carta Mondiale dei Migranti.

di Luisa Bianco

Il 5 febbraio 2011 è stata approvata a Gorée (Senegal) la Carta Mondiale dei Migranti. Il progetto di una Carta elaborata e scritta collettivamente dalle persone migranti nasce a Marsiglia nel 2006, a seguito della richiesta di 120 famiglie “sans papiers” di ottenere i documenti per un regolare soggiorno in Francia. Il principio su cui si basa il documento è di garantire la libertà di circolazione e d’installazione alle donne e agli uomini in tutto il pianeta. A pochi giorni dall’assemblea dei migranti (Gorèe, 4-5 febbraio 2011) Badara Ndyae, membro di Enda Diapol e partecipante al Forum Sociale Mondiale 2011 (Dakar, 6 – 11 febbraio 2011), ci offre, nell’intervista riportata di seguito, uno sguardo sui processi migratori all’interno del continente africano che colpiscono, per dinamiche qualitative e quantitative, se comparati con i movimenti migratori verso l’Europa. Ndyae illustra la portata storica della Carta Mondiale dei Migranti, le sue sfide all’attuale modo di percepire e tradurre in leggi restrittive la mobilità degli esseri umani, all’interno di un sistema economico e politico che nega a questi ultimi il diritto di libera circolazione ed erige barriere.

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08February Nucleare, sondaggi e costruzione della pubblica opinione

di Serena Casu

La Legge Sviluppo del 2009 ha posto le basi per il ritorno del nucleare in Italia, stabilendo, tra le altre cose, che le aree interessate dalla costruzione di un impianto siano considerate «di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e protezione»1 e contemplando l'«esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti»2. Si prevede, quindi, la possibilità di militarizzare le aree sottoponendole alla vigilanza dell'esercito nel caso in cui si verifichino contestazioni da parte delle popolazioni locali, oltre che di agire anche senza l'approvazione degli enti locali.

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26January Il cinema “politico” di Mario Monicelli. Un ricordo non celebrativo.

di Gregorio Sorgonà

La riflessione qui proposta intende affrontare due pellicole particolarmente significative della cinematografia di Mario Monicelli, “Vogliamo i colonnelli” e “Un borghese piccolo  piccolo”, al fine di analizzare l’evoluzione di un modello espressivo, quello della commedia all’italiana, in relazione ai mutamenti che interessano il nostro Paese nel corso degli anni ’70. L’intenzione è quella di fare emergere il punto di vista di Monicelli, per come esso è qui interpretato, per inserirlo, infine, in una cornice “critica” intesa a instaurare un dialogo, ormai impossibile, con il regista recentemente scomparso.

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19December Studenti e capitale

di Piero Bevilacqua

Le lotte studentesche esplose in Europa negli ultimi mesi, legate ad occasioni contingenti – come le proteste contro l’aumento delle rette nel Regno Unito o quelle contro il ddl Gelmini in Italia – meritano una riflessione di portata più generale. Un rapido sguardo storico ci mette innanzi tutto sull’avviso di un fenomeno di ampia portata: la crescita costante della popolazione studentesca universitaria nell’ultimo mezzo secolo. In Italia gli studenti universitari erano 402 mila nel 1965-66, raggiungono la cifra di 1 milione e 685 mila nel 1995- 96, si attestano a poco meno di 1 milione e 800 mila nel 2009-10. Spettacolare è anche la crescita degli iscritti nel Regno Unito che tra il 1980 e il 2002 passano da poco più di 800 mila a oltre 2 milioni. Crescita proseguita fino a oggi. Nello stesso ventennio, nell’Europa a 15, essi più che raddoppiano, passando da 6 milioni e mezzo a 13 milioni e mezzo.

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25November Il bene comune del territorio

di Piero Bevilacqua

L'articolo di Asor Rosa sul Manifesto del 17 novembre merita non solo di essere ripreso, ma dovrebbe dare avvio a una discussione generale che ponga al centro i caratteri del nuovo ambientalismo e i problemi generali  del territorio italiano. Quello che Asor Rosa definisce nuovo ambientalismo è l'arcipelago frastagliato dei comitati e movimenti che in tutti questi anni sono nati a livello locale per contrastare iniziative, centralistiche  per lo più (ma non solo) mirate, ad esempio, alla privatizzazione dell'acqua, o destinate a sconvolgere gli assetti ambientali di vaste aree, o a minacciare la salute degli abitanti.

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14November In tema di autonomie

di Emanuele Bernardi

I recenti fatti della scuola di Adro, tappezzata di simboli celtici e della Lega Nord (presenti anche sul tetto e quindi visibili, si presume, dallo spazio!), costituiscono la manifestazione eclatante di un processo politico le cui radici possono essere indagate storicamente nelle modalità di formazione del nostro stato unitario. Ma forse, senza allontanarci così tanto, esse hanno maggiormente a che vedere con il tipo di rapporto che si è venuto a costruire tra lo Stato centrale e il territorio dopo il secondo dopoguerra. Rinviano in altre parole a come la Costituzione è stata applicata; a come i partiti, in particolare, hanno gestito la propria rappresentanza rispetto alle differenze territoriali e alla questione delle autonomie. In questo contributo, prenderò in considerazione la posizione del Pci.

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14November L’Ecologia Sociale e Murray Bookchin

di Fabrizio Nunnari


Il leitmotiv dell’ecologia sociale può essere riassunto nella ricerca e nell’individuazione del rapporto che intercorre tra “sfruttamento dell’uomo sull’uomo” e impatto delle società umane sulla natura. Meglio ancora, diremmo che la riflessione svolta dall’ecologia sociale è sostanzialmente basata sull’analisi dei rapporti tra logica del dominio e assoggettamento della natura, o anche, assoggettamento della natura quale base dei poteri di una o più categorie sociali sulle altre.  Le radici storiche di questo fenomeno intellettuale possono essere ricondotte al decennio a cavallo tra XIX e XX secolo, elaborate da filosofi radicali Petr Kropotkin ed Elisèe Reclus1.

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11November Acqua pubblica: 1.401.432 buoni propositi da tradurre in 25 milioni di certezze

di Lorenzo Verdirosi


Salutata (a buon diritto) come un successo della democrazia partecipativa diretta, la raccolta di 1.401.432 firme per la campagna referendaria rappresenta solo un primo traguardo in merito alla ripubblicizzazione di un bene fondamentale per la vita come l’acqua. Rispetto a quanto detto, le prospettive non sono delle migliori, anche se questo non deve assolutamente deprimere, bensì dovrà essere uno stimolo ulteriore per vincere questa battaglia.

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06October I beni artistici in Italia: da patrimonio a fondo patrimoniale

di Roberta Biasillo


Dal mese di settembre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dato il via ad una serie di iniziative volte a promuovere la fruizione del patrimonio artistico italiano. Il 25 e 26 settembre tutti i luoghi statali della cultura sono stati aperti gratuitamente al pubblico; il 3 ottobre è stato il turno degli archivi e delle biblioteche; fino alla fine dell'anno nell'ultimo martedì del mese i maggiori musei statali offrono una apertura straordinaria e gratuita dalle 19 alle 23. Queste lodevoli campagne e il loro successo di pubblico evidenziano, nel caso ce ne sia bisogno, la ricchezza intrinseca di un paese come l'Italia, che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[1].

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02October La partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche: una nuova forma di democrazia cosmopolitica?

di Dario Bevilacqua


Il 10 e 11 ottobre del 2009 duecentocinquanta persone provenienti da tutte le regioni d’Italia si sono incontrate a Firenze per «Democrazia chilometro zero. Incontro per l’autogoverno». L’evento è stato promosso dalla rivista “Carta”, dalla comunità delle Piagge e da molti altri gruppi appartenenti al mondo dell’associazionismo e ha avuto al centro la discussione su nuovi modelli di democrazia, di tipo partecipativo e dibattimentale, ossia modelli di democrazia diretta con il coinvolgimento dei cittadini o dei gruppi sociali e di interessi (come associazioni e fondazioni) e basati sulle argomentazioni proposte in un medesimo contesto deliberativo.Tra il 15 settembre e il 15 novembre 2007 la coalizione «ItaliaEuropa - Liberi Da Ogm» ha dato vita ad una consultazione pubblica sul tema degli organismi geneticamente modificati. Coinvolgendo organizzazioni, associazioni e soggetti appartenenti all’agricoltura, all’artigianato, alla piccola e media impresa, alla grande distribuzione, alla tutela dei consumatori e dell’ambiente e alla cooperazione internazionale, la Coalizione ha organizzato un dialogo con i cittadini, relativo alla qualità e alla sostenibilità degli alimenti, con particolare riferimento ai prodotti geneticamente modificati e ha formulato proposte e indicazioni per le istituzioni competenti.

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19July Emergenza territoriale e democrazia imperfetta. Esempi di inerzia legislativa

di Roberta Biasillo


Fra le prime iniziative dell’attuale Governo Berlusconi c’è stata quella di riordinare la disciplina urbanistica: il 29 Aprile 2008 viene presentata alla Camera una proposta di legge per stabilire i principi fondamentali in materia di governo del territorio il cui iter dal 23 luglio 2008 è fermo in fase di esame della Commissione VIII (ambiente, territorio e lavori pubblici)[1]. Il 15 febbraio di quest’anno una frana colpisce un paesino nel vibonese, Maierato, e l’evento suscita un vivo interesse mediatico per la diffusione di un video che mostra l’intero costone di una collina che scivola a valle dopo diversi giorni di pioggia[2].

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Tracce insolite, diavoli e flatulenze

di Livio Ciappetta


Spesso ci si chiede per quale motivo studiare la storia moderna. L’eco delle “cose morte” che incontro nelle mie ricerche talvolta è così debole che io stesso stento a percepirlo. Eppure il fascino delle scoperte, l’osservazione di alcune tracce insolite e inaspettate dona una felicità straordinaria, che mi convince ogni volta di più della bontà della mia scelta. Accade così di imbattersi, a volte in modo fortuito, in testi o documenti che, prescindendo dal loro valore storico, narrano di accadimenti spettacolari e straordinari,che costituiscono a mio avviso la vera gioia di questo mestiere.

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Prec.123Succ.

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