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Signorinaeffe.
Italia, 2007. Wilma Labate. Con Sabrina Impacciatore, Fausto Paravidino, Gaetano Bruno, Giorgio Colangeli, Clara Bindi, Luca Cusani, Marco Fubini, Filippo Timi, Fabrizio Gifuni, Valeria Solarino. Drammatico. 95'.
di Dario Bevilacqua
Emma Martano (Solarino, incantevole, intensa, convincente) è la speranza della sua famiglia e ha, nell’imminente laurea in matematica un futuro assicurato. Lavora come quadro intermedio nel reparto informatico della Fiat e ha un fidanzato da sposare. Ma nella Torino del 1980 l’inizio degli scioperi e degli scontri di classe le faranno cambiare prospettiva sulla sua vita e sulle sue scelte... Se la classe operaia va in paradiso i quadri intermedi non meritano neanche il purgatorio. Nell’autunno del 1980 la Fiat minaccia di licenziare 14.000 operai.
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Doppia recensione: L’ARTE DEL SOGNO
(La science des rêves); Francia/Italia 2006. Michel Gondry. Con Miou-Miou, Alain Chabat, Charlotte Gainsbourg, Gael García Bernal. Commedia. 105'.
di Dario Bevilacqua e Matteo Stefani
Bevilacqua: Stephane (Bernal, un po’ eccessivo ed un po’ troppo fanciullesco, nel complesso sufficiente), orfano di padre, torna a Parigi dal Messico, andando ad abitare nell’appartamento della madre francese. Inizia un lavoro in una ditta che produce calendari, ma il nuovo lavoro è troppo meccanico e limita la sua creatività. Al contempo, però, Stephane si innamora della sua vicina Stephanìe (Gainsbourg, incantevole come sempre, con il suo fascino da bruttina seducente), ma sarà difficile riuscire a farle capire il suo affetto. Il rapporto regista-personaggio/attore non è mai agevole.
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Mare dentro
(Mar adentro), Spagna, 2004. Alejandro Amenábar. Con Javier Bardem, Belén Rueda, Lola Dueñas, Mabel Rivera, Celso Bugallo, Clara Segura. Drammatico. 125'.
di Matteo Stefani
La vera storia di Ramón Sampedro, tetraplegico spagnolo che per anni ha combattuto per ottenere il diritto all'eutanasia. Opera d'insolito coraggio civile, morale, politico. La menomazione fisica narrata per quel che è. E per quel che impedisce d'essere. La durissima battaglia per l'eutanasia è in realtà specchio d'una scelta ancor più estrema e, se vogliamo, impopolare: il rifiuto d'ogni compromesso. D'ogni retorica salvifica e consolatoria.
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L'ignoto spazio profondo.
(The Wild Blue Yonder) Francia/Germania/Gran Bretagna/USA, 2005. Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz. Sperimentale. 81'
di Matteo Stefani
Un alieno reduce da una missione fallita sulla terra, racconta cosa succederebbe se una navetta spaziale in orbita intorno alla terra, non vi potesse più far ritorno perché le condizioni di vita sul nostro pianeta sono diventate impossibili. Gli astronauti sarebbero costretti a cercare un altro pianeta dove stabilirsi. Manualetto breve d'eutanasia assistita per Stelle Morenti, questo Errare herzoghiano è uno smarrirSi soave. E tragico.
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Gran Torino
(Gran Torino), USA, 2008. Clint Eastwood. Con Dreama Walker, Brian Haley, Brian Howe, Doua Moua, Nana Gbewonyo, Sarah Neubauer, Christopher Carley, Cory Hardrict, Geraldine Hughes, Clint Eastwood. Drammatico. 116'.
di Dario Bevilacqua
Un veterano della guerra di Corea, Walt Kowalski (Eastwood, in parte, ma sopra le righe), ormai da tempo in pensione, vive gli ultimi anni della sua vita in solitudine. Vittima del suo carattere e di una malcelata intolleranza verso chi è diverso da lui. Urtato dalla prepotenza di alcuni bulli di quartiere, Kowalski si impegna per cercare di raddrizzare la vita al suo giovane vicino, un ragazzo asiatico senza padre che ha cercato di rubargli l’auto, la prestigiosa Ford Gran Torino del 1972. C’è un po’ di “Alpha Dog” in questo “Gran Torino”. C’è anche parecchio di “Crash – Contatto fisico”, che non a caso è dell’allievo Mike Figgis (anche se il “Maestro” ha l’intelligenza di spostare l’obiettivo da Los Angeles ad una non precisata periferia urbana, che potrebbe essere ovunque). C’è persino un po’ di “Taxi Driver”. Salva
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Doppia Recensione: IL LABIRINTO DEL FAUNO
(El laberinto del fauno); Messico/Spagna/USA 2006. Guillermo Del Toro. Con Alex Angulo, Maribel Verdù, Ariadna Gil, Sergi Lopez, Doug Jones, Ivana Vaquero. Drammatico. 114'.
di Dario Bevilacqua e Matteo Stefani
Bevilacqua: Ofelia, figlia inquieta e sognatrice di un’ex sarta, che, rimasta vedova, ha sposato il temibile colonnello Valdes (Lopez, la faccia è «tosta» al punto giusto, ma la recitazione è un po’ legnosa), ama le favole e i racconti. Mentre la sua fervida immaginazione si tramuta in un’avvincente e probante avventura di formazione, la resistenza repubblicana cerca di opporsi al vittorioso regime franchista. La perdita dell’innocenza nell’amaro scontro con la realtà.
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Gli abbracci spezzati
(Los abrazos rotos), Spagna, 2009. Pedro Almodóvar. Con Angela Molina, Carlos Leal, Lola Dueñas, Rossy De Palma, Kira Miró, Lluís Homar, Alejo Sauras, Penelope Cruz, Blanca Portillo, Rubén Ochandiano. Drammatico. 129'.
di Dario Bevilacqua
Mateo Blanco (Homar, bravo nell’esprimere la rassegnazione di un uomo ferito, che ha deciso di tagliare col passato, al fine di cancellarlo) è uno scrittore ed ex regista rimasto cieco dopo un incidente. Come apprendiamo dalla sua voce narrante, egli ha rinunciato alla sua identità originaria, per assumere quella del suo pseudonimo: Harry Caine (gioco di parole inglese: Hurricane, uragano).Blanco/Caine conduce una vita tranquilla e ordinaria, grazie all’aiuto della sua agente Judit (Portillo, bravissima, a differenza della Cruz recita di sottrazione, ma in ogni suo sguardo e in ogni suo silenzio c’è la passione di un amore lontano e ormai sopito, c’è la solitudine fiera di una donna indispensabile, che pure non è desiderata) e di suo figlio Diego. Quando il figlio di un noto milionario si presenterà da Mateo per girare un vecchio film, alcune storie dimenticate torneranno tragicamente alla luce con effetto catartico. La passione è un eterno ritorno. L’amore romantico, indissolubile e fragilissimo, sempre destinato ad una fine, eppure eterno, è lì impresso nei nostri cuori e non ci lascia. È un flusso circolare che non può fermarsi, che rimane, immortale, nella nostra memoria. Miracoloso, il cinema – o più generalmente l’arte – riesce a intrappolarlo, ad ingabbiarlo e renderlo ancora più vivo, ancora più eterno.
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Buongiorno, notte
Italia, 2003. Marco Bellocchio. Con Luigi Lo Cascio, Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Giovanni Calcagno, Pier Giorgio Bellocchio, Paolo Briguglia. Drammatico, 105'.
di Matteo Stefani
Ricostruzione del rapimento di Aldo Moro, visto e raccontato da Chiara, facente parte del gruppo delle brigate rosse che sequestrò e uccise il leader della Democrazia Cristiana. Oscillante tra toni di grigio e squarci, l'opera di Bellocchio ci conduce nelle stanze più private degli autori del delitto Moro, negli anfratti in penombra delle coscienze e nelle pieghe più sgualcite d'un credo (in)crollabile.
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Brazil
(Brazil); Gran Bretagna 1985. Terry Gilliam. Con Michael Palin, Bob Hoskins, Robert De Niro, Kim Greist, Jonathan Pryce. Grottesco. 142'.
di Dario Bevilacqua
Sam Lawry è un efficiente impiegato presso l’archivio statale di una imprecisata città, capitale di un non identificato Paese, nel quale regna la Burocrazia e ogni cittadino è schedato e monitorato. Sam vorrebbe fuggire dalla routine e sogna, sulle musiche di “Brazil”, di poter volare e di incontrare una donna bella e misteriosa. Nel frattempo, gruppi eversivi cercano di sovvertire il sistema e Sam finirà per trovarsi al centro di un oscuro disegno. È attraverso la macchina burocratica che si gestisce il potere. Solo mediante un controllo capillare e infinitesimale della società, degli individui e delle loro azioni si può mantenere l’autorità, nascondendo ed omettendo, manovrando nell’ombra e diffondendo la paura.
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Verso sera
Italia 1990, Regia di Francesca Archibugi - Con Marcello Mastroianni, Sandrine Bonnaire, Lara Pranzoni, Paolo Panelli. Drammatico. 99'.
di Matteo Stefani
"Anni di piombo": al professor Bruschi, vecchio comunista, viene lasciata in custodia dal figlio Oliviero la nipotina Mescalina, detta Papere. Oliviero se ne va, e il nonno si affeziona presto alla bambina. Arriva la madre, Stella, che si scontra con il professore; con grande difficoltà giunge la comprensione reciproca. Infine, rimasto ancora solo, l'anziano professore lascia a Papere una lettera in cui le spiega quanto è avvenuto in quei mesi a casa sua.
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Baarìa
Italia-Francia, 2008. Giuseppe Tornatore. Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Monica Bellucci, Raoul Bova, Enrico Lo Verso, Aldo, Laura Chiatti, Beppe Fiorello, Fiorello, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Lina Sastri. Drammatico. 150'.
di Dario Bevilacqua
Spaccato di vita e di storia dagli anni Trenta ad oggi, Baarìa racconta la storia di Peppino (Scianna, bravino) e della sua famiglia, ma anche quella del Paese e degli eventi storici che lo hanno attraversato nel corso degli anni. C’era una volta in Sicilia, per la precisione a Bagheria (in dialetto Baarìa), paesino nelle vicinanze di Palermo e microcosmo paradigmatico della Trinacria. Tornatore ripercorre la storia di un secolo, così come vissuto, sentito e interpretato nella sua terra natia.
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Perdona e dimentica
(Life During Wartime), USA 2009, Regia di Todd Solondz - Con Shirley Henderson, Ciarán Hinds, Allison Janney, Micheal Lerner, Chris Marquette. Drammatico. 98'.
di Lulù Cancrini
Controverso, eccessivo, scomodo, perverso. Da più di quindici anni Todd Solondz infastidisce e sconvolge, dando voce alle forze distruttive che sottendono l’american way of life e smascherandone crudamente le contraddizioni. "Perdona e dimentica" (ridondante variazione del bel titolo originale, "Life During Wartime") ripropone a distanza di dieci anni gli infelici personaggi di quel "Happiness" che l’aveva reso noto al pubblico internazionale.
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Gomorra
Italia 2008. Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo. Drammatico. 135'.
di Dario Bevilacqua
Tratto dal romanzo omonimo di Roberto Saviano (che ha curato anche l'adattamento e la sceneggiatura insieme a Matteo Garrone) è uno sguardo estremo e ravvicinato al mondo della Camorra, all’organizzazione parastatale delle famiglie camorristiche e dei loro affari oscenamente sporchi nella provincia napoletana e in tutto il mondo. C’è, in “Gomorra”, tutta l’asprezza di una terra arida e marcia, di uno di spazio di mondo occluso dal cemento, dove il sole, una volta caldo e luminoso, si è fatto opaco, gelido, spento e la fantasia degli uomini è ridotta a strumento di dominio, potere, inganno.
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Il Divo
Italia 2008. Paolo Sorrentino. Con Giulio Borsetti, Michele Placido, Carlo Buccirosso, Paolo Graziosi, Fanny Ardano, Cristina Serafini, Piera Degli Esposti, Anna Bonaiuto, Toni Servillo. Grottesco. 110'.
di Dario Bevilacqua
La vicenda politica e umana del senatore a vita Giulio Andreotti, letta analizzando il periodo compreso tra la fine del suo settimo governo, conclusosi nel giugno del 1992, e l'inizio del processo per associazione mafiosa che lo ha visto coinvolto nelle vesti di imputato. Sorrentino scava dentro l’immagine, la vive, dissanguandola e assorbendola, impiegando una cura maniacale e ossessiva per ogni inquadratura, movimento o prospettiva.
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Anche i boia muoiono
(Hangmen Also Die); USA 1943 b/n. Fritz Lang. Con Dennis O'Keefe, Brian Donlevy, Walter Brennan, Anna Lee. Drammatico. 131'.
di Dario Bevilacqua
Nella Praga occupata dai nazisti viene ucciso il "Reichsprotektor", Reinhard Heydrich. Le rappresaglie per individuare il colpevole sono durissime, ma la Resistenza riesce a non capitolare grazie ad un’infrangibile solidarietà. C’è lo spirito di Berthold Brecht dietro questo poco conosciuto gioiello del cinema degli anni Quaranta, anche se il drammaturgo viennese litigò con Lang e ritirò la firma.
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Il nastro bianco
(Das weiße Band). Austria, b/n, 2009. Michael Haneke. Con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Josef Bierbichler, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Michael Kranz, Jadea Mercedes Diaz, Steffi Kühnert, Sebastian Hülk. Drammatico. 145'.
di Giuliano Garavini
Vincitore della Palma d'Oro al festival del cinema di Cannes, il film di Michael Haneke "il nastro bianco" è un'opera misurata dall'ambizione smisurata. Per uno storico europeo essa richiama alla mente le ammonizioni di Marc Bloch a temere "l'idolo delle origini": quel feticcio alla ricerca del quale viene sacrificata ogni narrazione, complessità e scampolo di umanità. E Haneke crea un'opera tutta intesa a ricercare le origini del male europeo che sembra a lui annunciarsi nella Grande guerra e poi nella disposizione al male di una generazione corrotta, disponibile a subire il fascino di fascismo e nazismo.
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Le rose del deserto (Italia 2006, Mario Monicelli - Con Moran Atia, Claudio Bigagli, Tatti Sanguineti, Fulvio Falzarano, Michele Placido, Giorgio Pasotti, Alessandro Haber. Commedia. 102').
di Dario Bevilacqua
Guerra di Libia, estate del 1940. Il terzo reparto della trentunesima Sezione Sanità, con compiti di assistenza e soccorso, trascorre alcuni giorni speranzosi, nell’attesa convinta che la guerra stia per finire. Eppure quei giorni saranno molto più lunghi e assai più dolorosi.
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