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I saperi umanistici alla prova della modernità
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Libri Amigi
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Dario Bevilacqua, La sicurezza alimentare negli ordinamenti giuridici ultrastatali, Giuffrè Editore, Milano 2012, pp. XII-544.
La materia della sicurezza alimentare presenta caratteri peculiari e al tempo stesso paradigmatici per analizzare e valutare lo stato di avanzamento della regolazione pubblica ultrastatale, l'organizzazione, il funzionamento e la legittimazione dei poteri pubblici che operano al di fuori dei confini nazionali e il riflesso di tali fenomeni sulle amministrazioni interne, su alcuni istituti del diritto amministrativo attuale e sui destinatari delle policy di regolazione.
A riguardo, lo sviluppo di sistemi regolatori globali ed europei della sicurezza alimentare ha l'effetto di indirizzare, limitare e condizionare l'amministrazione di tale settore a livello domestico. Con un impatto, sovente non privo di risvolti critici, sul funzionamento e sui modelli delle strutture organizzative, sui modi di esercizio del potere pubblico e sulla legittimazione dei regolatori. Le soluzioni alle problematiche che sorgono da una regolazione transnazionale di una materia complessa sono da ricercare in modelli e istituti del diritto amministrativo, segnatamente nei principi generali e nelle garanzie procedurali predisposte dal diritto amministrativo europeo. Il diritto amministrativo globale è ancora incompleto, frammentato e inadeguato a raggiungere le finalità che si propone. Di qui, il sistema amministrativo europeo può costituire un modello istituzionale di riferimento. Alcuni principi, moduli organizzativi e garanzie procedurali del diritto amministrativo europeo aspirano a trovare cittadinanza anche nello Spazio giuridico globale, ove potrebbero favorire: l'integrazione e l'armonizzazione dei diversi ordini giuridici mediante la composizione dei conflitti; il rispetto delle formalità e delle garanzie nell'esercizio del potere; l'inclusione della pluralità degli interessi coabitanti nello spazio comune attraverso meccanismi procedurali alternativi – o paralleli – ai tradizionali sistemi di cattura del consenso.
(www.giuffre.it)
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La lente
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La Ruhr, per esempio ...
di Fabrizio Nunnari
Com’è noto, l’Europa contemporanea offre un ricco panorama di aree industriali dismesse, che nel tempo hanno profondamente modificato il paesaggio rurale e urbano del continente.
Il dibattito tecnico-politico riguardo tali realtà ha teso a infittirsi di elementi di riflessione laddove la localizzazione degli impianti industriali ha coinciso in maggior misura nell’alterazione degli equilibri ecologici, nel degrado degli spazi limitrofi e nel riconosciuto fallimento delle politiche economiche che determinarono, in alcune regioni, la stessa localizzazione degli impianti.
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Letti e riletti - le nostre recensioni
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Berlusconismo: analisi di un sistema di potere, a cura di Paul Ginsborg e Enrica Asquer, Laterza, Bari 2011.
di Rosa Chiatti
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Il libro curato da Paul Ginsborg ed Enrica Asquer intitolato Berlusconismo: analisi di un sistema di potere è il frutto del convegno, promosso dall'associazione della società civile Libertà e Giustizia e dalla rivista di storia contemporanea “Passato e presente”, che si è tenuto a Firenze da 15 al 17 ottobre 2010. Questo volume si compone di diciassette contributi che analizzano, utilizzando metodologie e paradigmi differenti, gli ultimi diciassette anni della vita politica del nostro Paese.
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L'Università che vogliamo
Un appello di docenti e ricercatori universitari e studenti al ministro Profumo e al Governo Monti
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L'Università italiana sopravvive, difficoltosamente, in una condizione di disagio e di crescente emarginazione che ha pochi termini di confronto nella storia recente. Essa ha visto fortemente ridotte le risorse economiche per il suo funzionamento, molto prima che si manifestasse la crisi mondiale e malgrado le modeste dotazioni di partenza rispetto agli altri Paesi industrializzati. Tutti i saperi umanistici e buona parte delle scienze sociali sono da tempo sfavoriti, a beneficio di discipline che si immaginano più direttamente utili alla crescita economica, o genericamente al “Mercato”. Si tratta di una tendenza in atto da anni che ci accomuna all'Europa e a larga parte del mondo. A tutti gli insegnamenti viene richiesto di fornire un sapere utile, trasformabile in valore di mercato, altrimenti sono ritenuti economicamente non sostenibili.
Perciò oggi si sta scatenando negli atenei la definizione dei “criteri di valutazione”, al fine di misurare la “produttività” scientifica degli studiosi, come si misura una qualsivoglia quantità calcolabile. Anche per questo, le Università europee sono sotto l'assedio quotidiano di un flusso continuo di disposizioni normative, che soffocano i docenti in pratiche quotidiane di interpretazioni e applicazioni quasi sempre di breve durata. Sempre minore è il tempo per gli studi e la ricerca, mentre la vita quotidiana di chi vive nelle Facoltà – docenti, studenti, personale amministrativo – è letteralmente soffocata da compiti organizzativi interni mutevoli, spesso di difficile comprensione, quasi sempre pleonastici.
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La lente
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L'Università e il futuro precario della ricerca
di Piero Bevilacqua
E' tempo di riprendere la discussione sull'Università, una delle istituzioni che è entrata tardivamente nel vortice delle politiche neoliberiste e che oggi le subisce con particolare asprezza. Vorrei qui richiamare l'attenzione soprattutto sull'art. 12 della Legge Gelmini, relativa ai Ricercatori a tempo determinato. Stabilisce il Comma 4: I contratti hanno durata triennale e possono essere rinnovati una sola volta per un ulteriore triennio previa positiva valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte. Ecco d'un sol colpo e quasi di soppiatto inserito nel corpo dell'Università un dispositivo che sconvolge l'assetto storico della riproduzione scientifica e intellettuale nel nostro Paese. Il "lavoro flessibile", dunque, il precariato è legge anche dentro le nostre vetuste strutture dell'alta formazione. Come non esaltarsi di fronte a tanta modernità che avanza, alle invocate riforme che finalmente si realizzano?
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Saggi Amigi
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Una lettura analitica della legge 30 dicembre 2010, n. 240, detta "Gelmini"
di Dario Bevilacqua*
Il presente lavoro costituisce un'analisi della Riforma dell'Università intitolata “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”, che prende il nome dal Ministro dell'Istruzione pubblica e dell'Università Maria Stella Gelmini. Al fine di consentire una migliore comprensione del testo in commento si è scelto di adoperare un metodo analitico, che valuta le singole norme (selezionando le più importanti) e le commenta. A riguardo, chi scrive è perfettamente consapevole del reale problema dell'università italiana e di ogni sua riforma: la scarsissima quota di finanziamento destinata a Università e Ricerca, resa ancor più drammatica dai recenti tagli del Governo Berlusconi. Nondimeno, dando per scontato che un giorno possano esserci maggiori fondi destinati all'università, occorre comunque verificare pregi e difetti dell'attuale riforma che, questo bisogna tenerlo presente, è a costo zero, cioè non prevede alcun aumento di spesa per il settore che intende regolare.
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